Penultimo giorno. Sedersi per terra, a gambe incrociate. Il pavimento è freddo perchè ho scelta la posizione vicina alla porta che è l'unica che mi permette di vedere per intero la stanza. Mi guardo intorno e tutto quello che è stata la mia Berlino è ordinatamente riposto e impacchettato. Mi viene in mente Vinicio Capossella e qualche riga del suo libro.
“Le cose non la smettono più di lasciarti. Forse lo fanno perché sanno che devi procedere leggero, cercano di farti un favore. Quando hanno fatto il loro, non hanno voglia di finirci al deposito, preferiscono salutarti sul ciglio della strada, di modo che tu possa comtinuare ancora. Ci sparisce tuto di dosso… camicie, mutande perfino, taccuini, scarpe, anelli, tutto quello cui non teniamo abbastanza ci abbandona spogliandoci, lasciandoci spogli anche di ricordi a non stare attenti, fino a che si diventa come quelle mongolfiere in avaria che bisogna buttare giù la roba dal cesto perchè possano alzarsi ancora.”
Non avrei saputo descrivere meglio la sensazione che ho nel lasciare questo posto, questi muri bianchi ormai freddi, questi mobili spogli, questo letto che non ho più voglia di rassettare, le piante che ho sempre dimenticato di innaffiare. I muri sussurrano nomi amici e ogni angolo mi ricorda qualche momenti di compagnia o di solitutine. Sana solitudine che fa leggere, non piangere. Qualche parole di tedesco che si ricorda con nostalgia insieme a quella voglia iniziale che si ha di imparare una lingua. Flyer di club che richiamano alla mente notti insonni seguite da febbre, sconsolazione, delusione ma alternatae a risate, sperimentazioni, brindis fatti con qualsiasi tipo di bevanda, pane tostato con burro, ragazze ubriache con solo due boccette di alcool da borsetta.
Era una prova, era stata la voglia di guardarmi ancora una volta allo specchio a spingermi a volere continuare. Specchio. La mia ossessione. Col senno di poi ho capito che questi tre mesi sono stati anche un modo per guardare negli occhi degli altri. Ho deciso. Porterò con me tutti gli sguardi che hanno fatto parte di questi tre mesi, finchè anche loro non mi lasceranno perchè è così che capita: le cose non smettono mai di lasciarci.


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