venerdì 11 novembre 2011

Lontano dagli occhi

Ci sono giorni in cui senti che manca davvero qualcosa nella tua vita. Cammini nella nebbia, in una Berlino che non riconosci. Pare sia sera, ma sono solo le 5 del pomeriggio. Ti guardi intorno, cerchi qualche indizio che ti faccia capire che quella è la via di casa, sia esso l'insegna luminosa di un take-away Vietnamita o il cartello su sfondo blu con il nome impronunciabile della fermata della metro. Stringi bene la sciarpa, inspiri forte forte e guardi la canzone che sta per far partire il lettore mp3 prima di rimetterlo in tasca. Prendi una direzione. Cerchi di distrarti, di non pensarci. Ti concentri sulla canzone, indaghi nella tua memoria per recuperare il titolo dell'album a cui apparteneva. “Breed è in Bleach?” Non tiri fuori il lettore dalla tasca per controllare. Trovi l'entrata della metro, sali le scale. Corri per gli ultimi 3 scalini, quando vedi i vagoni in partenza all'orizzonte. Ti siedi su un posto vuoto e cerchi di guardare fuori ma l'unica cosa vedi solo la tua immagine riflessa. Una ragazza con capelli scompigliati e inumiditi, con un sorriso accennato come se le avessero detto di fare “cheese” prima di scattarle una foto che non voleva. Ti tocchi i cappelli, cerando di ridare loro il volume che l'umidità aveva completamente tolto. Quel gesto semplice accompagna l'immersione nei pensieri. Pensieri che sono fatti di persone. Ogni persona è associata a un nome, a un volto, a un luogo e a un gesto caro che ti manca. Non vuoi pensarci, distogliendo lo sguardo dal finestrino lo rivolgi a chi ti è seduto di fronte. Uomo e donna, le mani dell'uno su quelle dell'altra. “Si stanno tenendo per mano e sono così innamorati.”. Sembra che per loro quello spazio e quel tempo che gli altri stanno vivendo non sia così fondamentale. È come se non fossero nella stessa linea U2 con te o con quella ragazza riflessa nel finestrino.

Puoi scappare a tutto ma non a quello che ti manca.  

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